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Il Dott. Ernesto Capitanio ci parla delle ultime tecniche di intervento per la chirurgia refrattiva

“UN NUOVO LASER PER LA CHIRURGIA DELLA MIOPIA, PRESBIOPIA E CHERATOCONO”

Il laser a femtosecondi si sta imponendo in tutto il mondo come l’ultima grande novità dell’oculistica moderna in fatto di correzione della miopia, presbiopia, astigmatismo e nella cura del cheratocono.

Ne parliamo con il Dott. Ernesto Capitanio, oculista bergamasco, con studi a Bergamo e Milano.

Dott. Capitanio, lei è stato uno dei primi in Italia ad usare questa nuova strumentazione, ci spieghi di che cosa si tratta più dettagliatamente.

Sono ormai 3 anni che ho in dotazione questo laser ed oggi, dopo più di mille casi eseguiti, posso confermare la grande validità di questo nuovo strumento.

A conferma di ciò devo dire che gli ultimi congressi mondiali a San Francisco e quello europeo a Budapest hanno mostrato la possibilità di continue e nuove applicazioni nel campo della chirurgia oculare con questa strumentazione.

Sicuramente la prima applicazione rimane nella chirurgia refrattiva. Sempre di più in tutto il mondo si esegue la Lasik, cioè la correzione con il laser ad eccimeri dopo aver sezionato la cornea con il laser a femtosecondi.

L’intervento, che dura pochi minuti, è diventato in questo modo assolutamente sicuro, indolore durante e dopo l’esecuzione, senza rischi e con un recupero  visivo molto veloce. I malati già un’ora dopo sono in condizione di muoversi in autonomia, ed il giorno seguente possono tornare alle proprie attività lavorative. Con questo metodo oggi siamo in grado di correggere miopi fino a 10 diottrie, astigmatici fino a 5, presbiti ed ipermetropi anche elevati.

Personalmente devo riconoscere che in 30 anni di attività svolta prevalentemente nel campo della chirurgia refrattiva, non ho mai avuto in mano una tecnica così sicura e raffinata come questa. Siamo arrivati a traguardi impensabili solo 10 - 20 anni fa’.

Dobbiamo ricordare poi che con questo laser possiamo procedere anche a ricorrezioni per coloro che già in precedenza erano stati operati con il vecchio metodo della PRK, o addirittura con la Keratotomia radiale in uso negli anni ’80.

Dott. Capitanio, vi sono altre applicazioni con questo nuovo laser a femtosecondi?

Sempre di più si va affacciando nel panorama delle patologie dell’occhio il cheratocono.

È questa una malattia della cornea che inspiegabilmente colpisce sempre più persone, soprattutto i giovani, e non lascia scampo. La degenerazione è continua e, se non si ferma, si arriva al trapianto della cornea.

È una malattia che sta colpendo in modo devastante tutto il mondo, un vero e proprio allarme sta nascendo nell’oculistica mondiale. Generalmente gli oculisti tradizionali tendono a correggere l’astigmatismo provocato dal cheratocono con occhiali o lenti a contatto. Ma questo non ferma la progressione del cheratocono.

Oggi sempre di più si tende, grazie al laser a femtosecondi, ad inserire dentro l’occhio gli anellini intrastromali di materiale sintetico “Intacs”. Questo è stato ritenuto, all’ultimo congresso mondiale di San Francisco, la vera e unica cura per il cheratocono.

Dott. Capitanio, lei è stato uno dei primi in Italia e nel mondo a correggere i miopi elevati, che novità ci sono oggi al riguardo?

Devo dire che per quanto riguarda la miopia molto elevata, ossia oltre i 25 gradi, ancora l’intervento più praticato è la sostituzione del cristallino.

Le grosse novità sono invece avvenute per le correzioni dei miopi oltre i 10 gradi fino ai 25. In questi casi si continua ad impiantare dentro l’occhio un cristallino non sostitutivo, bensì “aggiuntivo”. È come se dovessimo inserire in modo permanente una lente a contatto interna che non si tocca più, e che consente di correggere fuori con il laser eventuali difetti recidivanti.

La grossa novità sta nei materiali. Oggi la lente (che si chiama PRL) è al silicone, pieghevole, si inserisce dietro l’iride con poche gocce di anestesia locale in pochi minuti (8-10) senza alcuna sutura ed attraverso un’apertura nella cornea di soli 2,8 mm; ed anche in questo caso il malato il giorno dopo è libero di tornare alla propria attività lavorativa.

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